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Lavoratori neocomunitari

Consiglio dei MinistriStop alle restrizioni per i lavoratori neocomunitari Il governo ha deciso di liberalizzare l'accesso al mercato del lavoro per polacchi & Co. Amato: "Europei alla pari", soddisfazione dalla Commissione Ue         ---------------------------------------------------------------------------ROMA - Niente più restrizioni per i lavoratori subordinati provenienti dai nuovi Paesi Ue: potranno venire a lavorare in Italia senza dover rientrare in alcun decreto flussi, alle condizioni previste per tutti gli altri cittadini europei. Il governo ha deciso oggi di eliminare la moratoria sulla libera circolazione dei lavoratori neocomunitari, che il precedente esecutivo aveva prorogato fino al 2009.Al termine del Consiglio dei Ministri di stamattina, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta ha annunciato che "è stata tolta quella discriminazione che era stata messa precedentemente nei confronti dei Paesi europei neocomunitari [Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria n.d.r.] e quindi è stato liberalizzato il mercato del Lavoro per quei lavoratori".Si chiude così un periodo di transizione iniziato il primo maggio 2004, data dell'allargamento a est dell'Unione, durante il quale polacchi & co. sono stati cittadini europei "a metà" . Ci si è arresi all'evidenza: dai nuovi paesi dell'Est non è arrivata alcuna invasione, le quote autorizzate con i decreti flussi dedicati ai neocomunitari sono rimaste in buona parte inutilizzate e continuare a mantenere restrizioni voleva dire solo ostacolare con inutili farraginosità burocratiche l'instaurazione di rapporti di lavoro regolari.Chissà se quest'esperienza farà scuola l'anno prossimo, quando anche Romania e Bulgaria dovrebbero entrare nell'Ue. Il governo dovrà decidere se dare libero accesso al lavoro a tutti i romeni che si trovano già in Italia (almeno 500mila considerati quelli che sono ancora irregolari) e a tutti gli altri che la sceglieranno come seconda patria.I commenti"Finalmente si può essere italiani in Polonia e polacchi in italia, essendo alla pari cittadini europei" ha commentato il ministro dell'Interno Giuliano Amato, esprimendo al sua "personale soddisfazione da cittadino europeo per la decisione adottata"."Ricordo bene che il precedente governo italiano attraverso due successivi ministri degli esteri promise solennemente in capitali dell'est europeo che l'Italia non si sarebbe avvalsa, perché non ne aveva ragione, della clausola del freezing della libertà di movimento, e fu una sorpresa amara e sconcertante nei Paesi dell'est europei trovarsi poi davanti alla violazione di quell'impegno preso". Eliminando la moratoria, ha concluso il ministro dell'Interno "restauriamo in qualche modo la posizione che l'Italia aveva inizialmente promesso e poi cancellato e chiudiamo quel capitolo".Soddisfatto anche il governo polacco. "Siamo tutti molto contenti del fatto che è stato aperto il mercato di lavoro per i cittadini Polacchi. Non c'erano motivi economici o sociali, ma solo politici, per quali Italia mantenesse restrizioni per i cittadini dei nuovi Paesi membri della UE. La decisione del governo italiano è un passo verso la normalità" ha dichiarato l'Ambasciatore della Repubblica della Polonia Michal Radlicki."Non penso comunque, - ha spiegato l'ambasciatore a Nasz Swiat, il giornale dei polacchi in Italia - che dopo la liberalizzazione cominceranno ad arrivare tanti polacchi in cerca di lavoro. Per i nostri connazionali il mercato del lavoro italiano è meno interessante in paragone a quello di altri paesi della UE. Non è un caso che negli ultimi due anni sono diminuiti gli arrivi in Italia di immigrati dalla Polonia"."Quella di oggi è una decisione fondamentale per la completa integrazione dei polacchi in Italia, finalmente possiamo sentirci al 100% cittadini europei" aggiunge Anna Malczewska, direttrice di Nasz Swiat. "Per confermare questo passaggio il nostro giornale, a partire da settembre, raddoppierà gli appuntamenti con i lettori, diventando quindicinale, nella prospettiva di arrivare entro qualche mese a un' edizione settimanale".Un plauso arriva anche dalla Commissione europea, che ha più volte invitato i Paesi membri a rimuovere le restrizioni per i lavoratori neocomunitari."Mi congratulo con l'Italia" ha commentato il Presidente della Commissione José Manuel Barroso. "Aprire il mercato del lavoro ai cittadini di tutti gli stati membri dell'Ue porterà benefici all'economia italiana e al Paese nel suo insieme", ha aggiunto il Commissario Ue per occupazione e affari sociali, Vladimir Spidla. La Commissione ha quindi sottolineato che la decisione italiana porta a otto il numero dei paesi dell'Ue-15 ad aver abolito i limiti sulla libera circolazione dei lavoratori europei, adesso applicabile quindi tra 18 paesi dell'Ue-25.